CSN7NEWS.IT  GREENLoveLife ATTUALITA' ONLINE 7. 4  2021 N .146 anno  XIII   |||||||| ISSN 2283-6586 ____________________________________________________________________________  

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AGRICOLTURA SOSTENIBILE 4.0

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per un rinascimento dell'agricoltura, per la difesa dell'ambiente, per il progresso, per il futuro

 

 

Biometano da scarti agricoli,

energia sostenibile

nel rispetto del pianeta

 

                                     by MARCO AMABILI

 

         

                                 (jpg da google)

L’agricoltura può essere innovativa, efficiente e sostenibile, spingendosi oltre il mercato agricolo, zootecnico ed elettrico e creando una nuova filiera in Italia legata alla produzione di biometano.

Nutrire la terra e produrre energia in maniera sostenibile nel rispetto del pianeta è il mantra che sta rivoluzionando il modo di fare agricoltura.

Il modello del ciclo agricolo basato sulla fertilità organica del suolo e sull'efficienza di utilizzo dei fattori di produzione è considerato uno strumento di base e una risposta sostenibile alla crescente domanda di nutrienti.

D'altra parte, come ha sottolineato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, il potenziale di crescita della produzione di biogas e biometano è parte integrante dello scenario in evoluzione del settore agricolo in funzione della lotta al cambiamento climatico verso la transetica.

Il primo impianto di biometano da scarti agricoli in Italia  è l’azienda agricola La Castellana di Corbetta, l’impianto di upgrading di biogas per la produzione di biometano, sta infatti macinando record su record e dopo essere stato il pioniere nella produzione e immissione in rete, in questi giorni ha tagliato il traguardo di di 10mila ore di attività.

A dimostrazione che l’agricoltura può essere innovativa, efficiente e sostenibile, spingendosi oltre il mercato agricolo, zootecnico ed elettrico e creando una nuova filiera legata alla produzione di biometano.

Le stime del CIB (Consorzio Italiano Biogas) prevedono che potenzialmente il nostro Paese potrebbe produrre fino a 10 miliardi di m3 di biometano nel 2030, di cui almeno 8 da matrici agricole, da poter utilizzare nel processo in atto verso la decarbonizzazione e la transizione energetica anche in settori in cui ora il suo utilizzo risulta marginale, come per la produzione di GNL per il trasporto pesante.

“Questo impianto all’avanguardia di AB ci ha permesso di raggiungere traguardi importanti sia per quanto riguarda la produzione di biometano, con il primo metro cubo prodotto da scarti agricoli in Italia a dicembre, sia per l’affidabilità, con le 10mila ore di attività raggiunta in questi giorni - ha dichiarato Francesco Crivelli dell’Azienda Agricola La Castellana".

"Attraverso la nostra esperienza - ha continuato - possiamo confermare che questa tecnologia è 'matura' e siamo particolarmente soddisfatti di poter contribuire, nel nostro piccolo, ad essere da esempio in questo settore, sperando che sempre più realtà seguano il nostro modello per il bene della produzione agricola e dell’ambiente".

 

6 APRILE: CARBONARA DAY

 

    Carbonara: tradizionale vs Smoky Tomato,

                 piatto dalle origini incerte

 

                              by   REDAZIONE

 

            

Il 6 aprile torna il #CarbonaraDay, la "spaghettata social” più grande del mondo. Ma la pasta più amata e condivisa continua a far discutere gli appassionati, dopo l'ultimo "caso”, la Smoky Tomato Carbonara americana, che ha diviso il web ma ha unito gli italiani. Secondo un sondaggio di Unione Italiana Foodper il 95% degli italiani se c'è il pomodoro non si può chiamare Carbonara.

La ricetta della Carbonara  non finisce mai di stupire. Puristi e innovatori saranno chiamati a condividere la loro "Carbonara perfetta”, seguendo il dibattito con gli hashtag #CarbonaraDay e #MyCarbonara nel giorno #Carbonara Day, il 6 aprile, quando dalle ore 10  si inizierà con un live twitting. e poi partirà la maratona social, alle ore 12:00, in diretta sui canali di WeLovePasta con il "re della  Carbonara” Luciano Monosilio, lo youtuber Wilwoosh Eleonora Cozzella, foodwriter, grande esperta di pasta e autrice del libro "La Carbonara perfetta”. Dibattito che sarà seguito su Facebook, Twitter e Instagram con gli hashtag #CarbonaraDay e #MyCarbonara. Per l'occasione Unione Italiana Food rivela in una Guida consigli per la Carbonara perfetta e i 5 peccati capitali che "distruggono”  questo piatto. 

"Ognuno di noi prima di arrivare alla sua ricetta 'perfetta' è passato attraverso svariati tentativi spesso anche fallimentari - commenta lo Chef Luciano Monosilio - Le ricette si modificano nel corso del tempo perché cambiano i contesti e cambiano gli ingredienti e la Carbonara è sempre in evoluzione e ne esistono già tante varianti. Per me è un piatto più moderno che tradizionale e non mi scandalizzo davanti alle varianti che si allontanano parecchio (come nel caso della "Smoky Red” americana di cui si è tanto parlato, perché viviamo in un mondo globalizzato e ogni Paese ha una sua tradizione e una sua volontà. Quella della Carbonara è sostanzialmente una tradizione che si rinnova, anche se per me l'unica vera Carbonara resta quella con il guanciale”.

Ecco il link alla videoricetta di Luciano Monosilio https://www.dropbox.com/s/zojzriweibdm6z1/Carbonara%20ricetta%20Monosilio.mov?dl=0 .

Il piatto di pasta più amato continua però, a far discutere gli appassionati; anche se ognuno, dà il suo "tocco” per renderlo unico. La Smoky Tomato Carbonara americana ha diviso il web ma ha unito gli italiani: secondo un sondaggio di Unione Italiana Food su un campione di quasi 4000 persone, per il 95% degli italiani se c'è il pomodoro non si può chiamare Carbonara.

Il Carbonara Day è la "spaghettata social” più grande del mondo dedicata alla ricetta di pasta più amata e condivisa. Ad oggi oltre 1.4 milioni sono i contenuti su Instagram dell'hashtag #Carbonara. Ideato dai pastai di Unione Italiana Food e supportato IPO – International Pasta Organisation, il #CarbonaraDay ha raggiunto in 5 anni una platea potenziale di oltre miliardo di persone, diventando appuntamento imperdibile per food influencer egli appassionati e cuochi che desiderano sapere di più sul rapporto tra tradizione e contaminazione in cucina. 

Ma cosa significa #MyCarbonara? Per i puristi esiste solo una maniera per farla e 5 ingredienti canonici: pasta, guanciale, pecorino, uovo, pepe. Gli innovatori invece credono che, essendo la pasta un piatto versatile, non debbano esserci limiti alle reinterpretazioni di questa ricetta. La verità sta nel mezzo: non esiste la carbonara perfetta, ma quella "perfetta per me”. #MyCarbonara, appunto. A patto, s'intende, che il tocco dell'autore rispetti lo spirito della ricetta originale. 

Secondo Riccardo Felicetti, Presidente dei Pastai di Unione Italiana Food, "La Carbonara è il piatto preferito di molti… e anche il mio. Fantasia o necessità possono dare vita a ricette ispirate a questo piatto. Ma allora non chiamatela Carbonara. La Carbonara è una sola, come Venezia. Poi ognuno ha i suoi segreti e l'equazione della Carbonara ideale deriva da gusti personali o abitudini familiari. Quest'anno vogliamo far vedere che anche usando solo gli ingredienti classici si può ottenere la Carbonara 'perfetta per me'.” 

STORIA DI UN PIATTO DALLE ORIGINI INCERTE…E SE FOSSE YANKEE?

Forse la Carbonara è così amata e replicata perché le sue origini sono incerte. E le polemiche sulla Smoky Tomato Carbonara hanno diviso proprio i due Paesi (Italia e USA) che si contendono la paternità del piatto... o hanno contribuito insieme a creare una delle ricette glocal di maggiore successo.

Per alcuni, la Carbonara sarebbe nata nel 1944 dall'incontro fra la pasta italiana e gli ingredienti della 'Razione K' dei soldati americani (tuorlo d'uovo in polvere e bacon). Risalendo la Penisola, i militari americani accompagnavano la 'Razione K' agli spaghetti per integrare la dose di carboidrati. Una curiosità: l'inventore della Razione K è proprio quell'Ancel Keys, che, anni dopo, avrebbe "scoperto” la dieta mediterranea. Questa tesi è supportata anche da Marco Guarnaschelli Gotti, autore della Grande Enciclopedia della Gastronomia. Una seconda ipotesi ne attribuisce la paternità ai carbonai appenninici (carbonari in romanesco), che lo preparavano usando ingredienti di facile reperibilità e conservazione. La carbonara in questo caso sarebbe l'evoluzione del piatto detto 'cacio e ova', di origini laziali e abruzzesi. Un'ultima ipotesi ricondurrebbe la genesi della ricetta alla cucina napoletana, individuando nel trattato del 1837 Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti una possibile origine della pietanza. 

LESS IS MORE: LA LUNGA STRADA VERSO LA CARBONARA "TRADIZIONALE”

Origini a parte, ingredienti e comandamenti della Carbonara come la mangiamo oggi sono stati una conquista recente, fatta di tentativi, errori e… sottrazioni, che hanno tolto il superfluo per isolare guanciale, uovo, pepe e pecorino, nel segno della semplicità che contraddistingue un'altra icona come gli spaghetti al pomodoro. Chi si scandalizza per le ricette horror di oltre confine farebbe bene a leggere ricettari d'epoca. Nella ricostruzione dello storico della gastronomia Luca Cesari, la Carbonara fa la sua comparsa sulle riviste di cucina negli anni Cinquanta e nella sua storia è stata preparata con prosciutto (o coppa) e funghi; con uova, parmigiano e vongole; con aglio, gruviera e parmigiano. E che dire della versione di Ugo Tognazzi, con panna, peperoncino e brandy, cucinata per centinaia di americani durante un tour promozionale negli States. Assieme agli ingredienti si evolvono anche le tecniche di cottura: per decenni l'unico modo per renderla cremosa prevedeva l'aggiunta della panna. Solo negli ultimi 15-20 anni, invece, un approccio più scientifico (la mantecatura fuori dal fuoco, la cottura a bagnomaria del composto di uova e formaggio non oltre i 62 gradi di temperatura) e la disponibilità di utensili come il termometro da cucina rendono la Carbonara perfetta alla portata di tutti. 

5 INGREDIENTI, INFINITE COMBINAZIONI: LA GUIDA DEI PASTAI PER UNA CARBONARA SU MISURA

Nella Carbonara l'uovo dà cremosità e umami, il guanciale croccantezza, grasso e "concia”, il formaggio la sapidità, il pepe la nota speziata. E la pasta accompagna questo gioco di contrasti dando profondità e lunghezza a questi sapori. Una Guida realizzata da Unione Italiana Food assieme a Luciano Monosilio, il "re” della Carbonara, rivela come anche il minimo intervento possa cambiare il risultato finale. Il guanciale tagliato a strisce sottili è più croccante e sapido rispetto a quello a dadini, che invece è più morbido e importante nella masticazione. Fondamentale è la percentuale di grasso, l'anima della Carbonara perché se ben cotto e rosolato le dona un sapore incisivo. Per quanto riguarda il formaggio, il pecorino in purezza è più sapido, mentre un mix di cacio di pecora e vaccino rende il piatto più avvolgente e morbido, adatto a più palati. Per l'uovo, la salsa deve essere cremosa e non liquida: la proporzione giusta per quattro commensali è di tre tuorli e un uovo intero. Il pepe nero dona più profumo alla crema rispetto a quello bianco. E arriviamo alla pasta: spaghetti, rigatoni o mezze maniche sono ben accetti, seppur con risultati diversi. Nel caso degli spaghetti, il condimento li avvolge quasi come fossero una pasta all'uovo, mentre la pasta corta riesce a "catturare” condimento e guanciale che, in questo caso, diventa parte integrante del piatto mentre negli spaghetti fa quasi da contorno. 

                                                                                                                (fonte: UNIONE ITALIA FOOD, INC- Istituto Nazionale per la Comunicazione, Federica Aruanno)

 

 

 

               Pac: piano post 2022

 

 IL MINISTERO ANNUNCIA L’AVVIO DELLA REDAZIONE DEL PIANO STRATEGICO NAZIONALE POST 2022

 

 

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    “Il percorso partecipato con tutti gli attori istituzionali, economici e sociali per la redazione del Piano Strategico Nazionale della Pac post 2022 avrà inizio sicuramente entro questo mese di aprile”, a dare l’annuncio il Capo di Gabinetto del MIPAAF, Francesco Fortuna, che ha incontrato oggi la Coalizione #CambiamoAgricoltura.

     

    Dopo oltre un anno d’immobilismo finalmente dovrebbe partire anche in Italia quel processo partecipato con gli altri Ministeri, le Regioni, le Associazioni di categoria e della società civile, per scrivere il documento di programmazione della Pac post 2022, che l’Italia dovrà trasmettere alla Commissione UE entro la fine di quest’anno.

     

    Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura si tratta di una importante novità dopo mesi di silenzio da parte del Ministero competente e di desolante attesa dopo ripetute richieste di informazioni sui tempi e modalità di redazione del Piano Strategico Nazionale della Pac post 2022. L’Italia è in grave ritardo, fanalino di coda tra gli Stati membri dell’Unione Europea, nella stesura di questo importante documento programmatico per la politica agricola comune nazionale, che dovrà stabilire come spendere le risorse assegnate al nostro Paese dalla nuova Pac. Nel complesso le risorse a disposizione dell’Italia con la PAC nel periodo 2021-2027 ammontano a 36.359 milioni di euro a prezzi correnti e a 32.311 milioni di euro a prezzi costanti, ma si tratta solo delle risorse comunitarie al netto del cofinanziamento nazionale per lo Sviluppo Rurale. Una parte di queste risorse saranno utilizzate nei prossimi due anni con il Regolamento transitorio della Pac che ha prorogato i vecchi strumenti di programmazione. Si tratta comunque di un fiume di risorse pubbliche che tutti i cittadini versano all’agricoltura per promuovere una autentica transizione ecologica a tutela dell’ambiente e della salute pubblica e non solo per garantire un giusto reddito agli agricoltori.

     

    L’auspicio della Coalizione #CambiamoAgricoltura è che dalle parole si passi adesso rapidamente ai fatti, confermando l’avvio del processo partecipato entro la fine di questo mese, garantendo trasparenza ed un’ampia partecipazione, non solo formale ma sostanziale, evitando tavoli di confronto separati o tematici.

    L’agricoltura italiana ha bisogno di avviare rapidamente la sua transizione agroecologica dando priorità allo sviluppo del biologico nel Piano Strategico Nazionale, attraverso un ampio confronto tra tutti i soggetti interessati, coinvolgendo non solo le Istituzioni e le Associazioni di categoria ma anche le Associazioni della società civile che rappresentano beni comuni ed interessi diffusi, non corporativi. Perché il futuro dell’agricoltura riguarda non solo gli agricoltori ma tutti i cittadini consumatori. (cs Sloww Food, Elisa Virgillito)

     

    CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiede una riforma della Pac che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente.

    Sostenuta da oltre 70 sigle della società civile è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, del biologico italiane e dei consumatori (Associazione Consumatori ACU, Accademia Kronos Onlus, AIDA, AIAB, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). E’ inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.

     

     

     

     

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    20021  

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